FC Barcelona – AC Milan

•settembre 14, 2011 • Lascia un commento

A volte il calcio è qualcosa di veramente assurdo. Se qualcuno avesse acceso la TV al primo minuto (25mo secondo, per la precisione)  della partita, poi fosse andata via la corrente per tutta la partita e fosse tornata magicamente al 93°, quel qualcuno avrebbe parlato di una grande impresa del Milan. Peccato che nei restanti 91 minuti, si è visto solo ed esclusivamente il “tiqui taca” dei blaugrana, un milan spaventato che cercava di uscire invano dai propri 25 metri, un Victor Valdes completamente inoperoso. Ma andiamo con ordine. Pronti Via! Busquets e Mascherano sono due birilli, Pato vede il pertugio, ingrana la quinta  e infila Valdes sotto le gambe con velocità impressionante. Strano avvio dei blaugrana, che avevano mostrato qualche difficoltà anche in campionato, pareggiando 2-2 contro la Real Sociedad. Una decina di minuti in cui il Milan rischia di mettere ancora apprensione ai due centrali “improvvisati” ( e qui qualche colpa di Guardiola bisogna riportarla), poi solo colori blaugrana. Al 36° Messi se ne va sulla sinistra, mette in mezzo un rasoterra su cui lisciano due giocatori del Milan, Pedro è lasciato solo di colpire e fa 1-1. Il Barça continua il suo gioco, possesso palla impressionante (per lunghi minuti il telecronista chiama solo giocatori catalani), Messi su punizione centra il palo. Poi il secondo tempo il calcio piazzato di Villa non lascia scampo ad Abbiati. 2-1 e Milan completamente fuori dalla partita. Ma al 92°, poco prima del fischio finale succede una di quelle cose per cui questo sport è forse il più amato al mondo. Un calcio d’angolo rimediato non si sa come, un cross al centro col contagiri, i due centrali del Barcelona (tanto per cambiare) dimenticano Thiago Silva, Valdes fermo, e la frittata è fatta. Finisce 2-2, e quello che ha riacceso la televisione proprio ora, non ci crede.

Le Pagelle del Barça:

Valdes 5: Sarebbe stato ingiudicabile, se non fosse stato poco reattivo sul colpo di testa finale di Thiago Silva

Dani Alves 6,5: Sale altissimo, sulla fascia, come comanda il gioco di Pep.

Mascherano 5,5: porterebbe a casa la sufficienza, ma sbaglia un paio di movimenti in marcatura che permettono i due gol del Milan.

Busquets 4,5: Forse la colpa è di chi lo ha schierato, ma la sua serata è insufficiente. Perde Pato nel primo gol.

Abidal 6,5: idem come il suo compagno dell’altra fascia. Tanto fiato ed esperienza.

Xavi 6: Sprazzi di buon calcio, ma ci aspettiamo qualche inserimento in più.

Keita 5,5: Buon primo tempo, poi cala e lascia il posto a Puyol (che prende 6 e andava schierato prima).

Iniesta 5: addormentato, prova un tiro ma sembra la brutta copia del mattatore di Champions e Mondiale. Al suo posto entra Fabregas (ng, troppo poco tempo).

Pedro 7: sfrutta al massimo l’occasione che gli serve Messi.

Messi 6,5: fosse stato un giocatore normale, avrebbe preso 2 voti in più. Basta l’accelerazione con assist e la punizione sul palo.

Villa 7: forse il più pericoloso, punizione a parte. 39°st Afellay non giudicabile.

Guardiola 5. Forse era il caso di non provare due centrocampisti centrali come difensori centrali alti contro il Milan di Pato.

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Elenchi video… roba da piangere

•gennaio 17, 2011 • Lascia un commento

Vi invito a guardare questo video, su anni di mala amministrazione.

Un elenco. Un pianto.

Gli elenchi 2. Canale

•gennaio 14, 2011 • Lascia un commento

Leggesi: finta recensione o vera filosofia

A pensarci bene, tutto si riduce a una singola, simbolica parola. Sviluppando il pensiero come fosse una serie di Fourier (citazione necessaria ma non sufficiente), giungo a questa conclusione: una buona percentuale della mia vita e del mio modo di pensare si basa su questa parola. Sia che la si voglia mettere sul piano temporale, sia che la si butti su un livello più dettagliato, sempre là andiamo a finire. Dice: vabbè ma spiega, altrimenti sembri matto. Il matto sei tu (altra citazione necessaria). Mettiamola su un piano temporale: Il mio spermatozoo fenconda il mio ovulo passando per un canale, grazie a mamma e papà. Nasco passando per un canale, il quale si allarga a dismisura per farmi uscire, tra urla e pianti. Vivo per 26 anni su una terra che è una giungla di canali e canaletti.  E poi che faccio? Scelgo una scuola in cui si studiano scienze che si basano su canali. All’università proseguo in maniera approfondita e pedissequa lo studio dei canali. Vado a lavorare in una azienda che ha fatto le sue fortune costruendo aggeggi che lavorano su questi benedetti canali. Frequento corsi di comunicazione dove ti insegnano ad usare bene i canali per farti comprendere o per convincere gli interlocutori. Ti basta o vuoi che vada avanti? Insomma ‘sta parola qualcosa avrà significato nella mia vita. O forse avrà talmente condizionato il mio modo di pensare, che ora sto scrivendo sull’ennesimo canale (Internet) l’ennesimo articolo delirante (questo). O forse no. Siccome la scienza dev’essere esatta, e mischiandola con un genere televisivo – comunicativo (altro canale, l’amata ed odiata TV), scrivo qui l’elenco dei canali che finora ho vissuto. A modo mio.

Canale è quello che hanno usato mamma e papà per crearmi. E anche quello che non hanno usato quella sera per non crearmi (la TV).

Canale è quello che mi ha portato a casa (la via dove abito). Ma anche quello che ha dato il via alla creazione della mia terra (Canale Mussolini o Acque Alte).

Canale è quello, uno dei tanti, in cui sono caduto da piccolo. Ma anche quello , uno dei tanti, che ho saltato da ragazzo.

Canale è quello su cui passa la corrente che illumina le città. Lo stesso che ha dato lavoro alla mia famiglia.

Canale è quello che ho studiato a scuola. Radio o Cavo che sia.

Canale è quello che ascolto tutti i giorni, e quello che ora permette alla TV di funzionare. Lo stesso del punto precedente.

Canale è quello che mi permette di parlare. Ma anche quello che mi permette di scrivere qua.

Canale è ciò su cui lavoro. Ma anche ciò che mi ha portato in giro per lavoro.  Aereo, treno, taxi, cavallo e cammello, si muovono su canali.

Canale è vita. Comunicare è vita.

Corollario: non si può non comunicare.

 

2010 in review

•gennaio 2, 2011 • Lascia un commento

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

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In 2010, there were 11 new posts, growing the total archive of this blog to 40 posts.

The busiest day of the year was March 30th with 32 views. The most popular post that day was Un pezzo di cuore.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were facebook.com, i-deliri-di-hanmar.blogspot.com, scie-comiche.blogspot.com, mobilitaroma.blogspot.com, and trivago.it.

Some visitors came searching, mostly for notte, cuore, immagini di cuore, pezzi di cuore, and vincenzo rossetti.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Un pezzo di cuore August 2009
1 comment

2

Notte February 2010

3

La costituzione oggi February 2010

4

Vincenzo Rossetti – Dalle paludi a Littoria February 2010

5

Khan El Khalili October 2009

Gli elenchi n°1: prendi i soldi e scappa

•novembre 16, 2010 • Lascia un commento

La trasmissione di Fazio e Saviano mi ha dato l’ispirazione per tornare a scrivere sul sì trascurato giovy channel, dopo qualche mesetto di inattività. Non è certo il caso di rimettersi a parlare di mafie, politica e veleni, nonostante ci sarebbe molto altro da dire, e troppe cose che non vengono dette all’insegna dell’omertà che attanaglia il nostro paese.

Vorrei semplicemente fare un elenco. Non è il primo, non è neanche forse il più importante (ammesso che ci sia un ordine di importanza), è semplicemente il primo che mi viene in mente. A volte, serve anche il brain-storming. Probabilmente non sarà l’ultimo (non a caso ho messo un numeretto)… Seguiamo la moda e poi si vedrà. Se serve a tenere vivo il blog e informare, ben venga.

Elenco delle industrie fallite, chiuse, in crisi o in odore di crisi dell’agro pontino:

SVAR: produceva cartellonistica stradale, sorgeva dagli anni ’60 lungo Via Piave, all’altezza dell’incrocio con Via Piattella, Latina. Fallita a metà degli anni 90, lascia “sul campo”, oltre alle strutture, materiali inquinanti. Il luogo diventa “casa” per extracomunitari e barboni, finchè si decide di bonificarlo e vengono demolite le strutture. E’ ancora in attesa di riqualificazione.

– Rossi Sud: Fabbrica tessile situata sulla Via dei Monti Lepini, fallita, riqualificata come polo fieristico.

– Zuccherificio: situato lungo la ferrovia Roma-Napoli, adiacente alla stazione ferroviaria di Latina Scalo, fallito negli anni ’80 per la crisi del settore agricolo della barbabietola. Abbandonato per anni, l’idea geniale è stata di riconvertirlo a centro intermodale di smistamento merci (container dai treni ai camion). Ideale per il rilancio dell’industria pontina. E’ stato affidato ad una società partecipata del comune al 95%. Peccato che da quando ha aperto i battenti, abbia movimentato ben pochi container, tanto che le società di movimento e trasporto hanno abbandonato la piazza. Ad oggi, non si muove un container.

– Pettinicchio: Fiore all’occhiello dell’industria casearia pontina, marchio conosciuto in tutto il mondo, uno dei “core businness” dell’agro pontino: mozzarelle. Finisce in crisi, viene venduta a Granarolo, e da circa 2 anni nel sito di Via Appia (Latina Scalo) non vengono più prodotte mozzarelle, le quali, sempre a marchio Pettinicchio, vengono fatte al nord Italia o all’estero. I dipendenti sono ancora in vertenza coi proprietari.

– Meccano Aeronautica, ex Goodyear: sito nel comune di Cisterna, la Goodyear produceva pneumatici. Riconvertito in Meccano Aeronautica (padrone: Veneruso, noto dalle nostre parti), fallisce e chiude in vertenza con gli operai. La vertenza è tuttora aperta, il sito è in attesa da quasi dieci anni di un’ulteriore riconversione… peccato che della fabbrica ci sia rimasta solo la facciata.

– Nexans, ex Alcatel, ex Fulgorcavi: c’è poco da dire, la storia è recente e parla da sè. Si mobilitano lo scrittore Pennacchi e vari politici, ma i francesi chiudono e lasciano a piedi 300 persone. In attesa di acquirenti e riconversione, mobilità per tutti i dipendenti dello stabilimento di Borgo Piave.

– Mira Lanza: fabbrica di detersivi e saponi situata lungo la S.S. 7 Appia all’altezza del comune di Pontinia, è un altro frutto del boom degli anni 60 e del flop degli anni 80/90. Ricettacolo di rifiuti chimici, prende fuoco qualche anno fa. Finora, nulla di fatto, se non la classica idea di ricavarci un centro commerciale (e anche qui grane giudiziare di vario tipo in attesa di sblocco).

– Pozzi Ginori: altro gigantesco centro a Borgo Piave, fallisce e rimane abbandonata al suo destino. Anche qui rifiuti tossici dappertutto. Smaltirli costa troppo, anche se si parla di farci sopra un’altro centro commerciale.

– Tetra Pak: l’azienda svedese acquista il sito cartotecnico, poi lo rivende. Acquistata da un’azienda farmaceutica e riconvertita, per ora salvi i lavoratori.

– Mistral: produceva componenti elettronici a Latina Scalo, fallisce e rinasce in “Nuova Mistral”. Rifallisce, tutti a casa.

– AvioInteriors: produce interni per aeromobili. Anche qui Veneruso. dopo vari assestamenti, in attesa di accordo per nuova cassa integrazione

– Sicamb: produce componenti per aeromobili militari. Varie riduzioni di personale, continua a produrre (per ora)

– Bristol: produce medicinali e chimici, situata nel comune di Sermoneta. Venduta quest’anno alla Corden Pharma (cessione ramo d’azienda), subito esuberi e cassa integrazione.

– Janssen (farmaceutica): licenzia e poi assume precari.

– Marconi (Ericsson): sito di Latina ex Marconi in via dei Monti Lepini, ereditato da Ericsson nell’acquisizione. Si configuravano e integravano apparati di rete per vari clienti. Viene prima ridotto, poi chiuso e il personale trasferito a Roma.

– MIT – Manifatture del circeo – Circeo Filati: sito di produzione tessile sulla S.S. Pontina (all’altezza di Bgo S. Maria), fallisce nel 1995  e rinasce in Circeo Filati. Mobilità, cassa integrazione e solito finale con 200 persone a casa.

– Nuova Dublo: calzificio a Latina Scalo, dopo vari assestamenti sembra resistere.

E ora veniamo ad un altro elenco: le domande

– fermo restando che il problema è esteso al Paese intero, la crisi generale, ecc… quale giovamento ha portato l’industria nell’agro pontino?

– a cosa è servita la Cassa del Mezzogiorno (vedi titolo)?

– Conviene ancora cercare di rianimare il settore industriale?

– Quanto inquinamento c’è stato, e quanto bisogna ancora  scoprirne?

– tutto ciò ha influito negativamente sul settore agricolo?

– quanto è vicino il tracollo o la ripresa, semmai ce ne sarà una?

– cosa si sta facendo per arginare il problema (cosa non si è fatto)?

– su cosa bisogna investire? Sui servizi, tornare al settore agricolo? sulla ricerca? sulle nuove tecnologie (poli tecnologici e università)? oppure vogliamo rimanere in mano ai giochi delle tre carte delle multinazionali?

– QUANTE ALTRE INDUSTRIE IN CRISI MI SONO DIMENTICATO? L’elenco era basato solo sulla mia memoria.

Per oggi, basta.

Primo reportage Svezia

•luglio 10, 2010 • 2 commenti

Sole, mare, gabbiani. Che svolazzano e urlano ad un volume impressionante, tanto da sembrare gatti in amore. La sera si alza un venticello fresco, di giorno il sole brucia ma la temperatura è buona. Ma non siamo mica ai Caraibi!! Karlskrona, sembra un’isola ma isola non è. Circondata dal mare per quasi tutto il suo perimetro, si attacca al resto della Scandinavia da un istmo di terra, che contiene la strada e la ferrovia. Tutto intorno, a pochi chilometri d’acqua, una serie di isolette, ognuna con un suo significato, una sua anima e qualcosa da vedere. Tutto è tranquillo qua, anche troppo. Le auto sono egregiamente sostituite da una miriade di biciclette, una delle quali è il mio giallo destriero. Bastano 10 minuti a piedi per andare da una parte all’altra del paese. E’ luglio, periodo di ferie per gli svedesi. Chi parte e chi arriva, chi viene qua per le vacanze e chi si ritira nella propria villetta con piscina oppure gita in barca. In Svezia c’è la maggior concentrazione di seconde case e barche da diporto, un motivo ci sarà. E mi dicono che per loro, non è necessario andare chissà dove in vacanza, basta un po’ di mare, la barca o il barbecue in villa. Chiamali fessi. Le ragazze camminano per la strada, c’è il sole, gambe scoperte fino al limite, pantaloni cortissimi e canotte sono quasi un dovere. In questo paese dove d’inverno le giornate sono cortissime, d’estate bisogna prendere più sole possibile. E luglio aiuta, con la luce che dura dalle 4 di mattina fino alle 11 della sera. Un altro mondo.  Non oso immaginare il freddo invernale e la mancanza di luce, ma d’estate, devo ammettere, si sta bene. Manca una spiaggia, ma in qualche modo si può stare in riva al mare sdraiati al sole. Magari leggendo un libro sull’atollo – pensatoio, dove i ragazzi stanno lì a rimirare le calme acque. Lontano dallo stress e dai problemi tricolori, scopri che anche il lavoro qui è qualcosa di veramente tranquillo. Forse troppo per viverci, forse noi abbiamo bisogno di essere stimolati ogni secondo che passa della nostra vita, una parte di noi necessita di sforzo quotidiano e stress. Ci sguazziamo dentro e quando non c’è , un po’ ce lo andiamo a cercare col lanternino. Sarà. Ma intanto mi godo la vacanza – lavoro, cercando di trarre il più possibile energie fisiche e psicologiche, e perchè no, anche qualche buon metodo di lavoro o qualche concetto oscuro in precedenza.

Oggi ho preso il treno, in perfetto orario (che stranamente non è una costante neanche qua… spesso c’è ritardo). Una passeggiata a Ronneby, altra cittadina distante una trentina di chilometri da KK. C’era un mercato immenso, del tutto simile (sia come forma che come oggettistica) ai mercatini nostrani. Cibo locale, giocattoli cinesi, scarpe e magliette, insomma tutto ciò che trovi all’Eur la domenica o al Monticchio. Però la cittadina è molto bella. Sono attratto da una costruzione bianchissima su una collina. Salgo una piccola scalinata, e scopro che l’alta torre bianca circondata da un curatissimo giardino, è una chiesa. Forse una chiesa protestante, mancano croci sull’estremità del tetto. La sorpresa è che dentro, una donna mi offre caffè e dolci, e mi invita ad ascoltare il concerto d’organo che sta per iniziare. Cosa molto strana per una chiesa. Cose di altri mondi. Torno a passeggiare tra i fiori, le strade e il mercato. Dei ragazzi fanno il bagno nel fiume con canotti, materassini e bicchieri di birra. Simpatiche canaglie bionde, gente un posto ancora da scoprire.

Congratulations

•luglio 2, 2010 • Lascia un commento

Complimenti ad Antonio per un meritatissimo Premio Strega.

“Hai fatto metà del tuo dovere”.