Gli elenchi 2. Canale

Leggesi: finta recensione o vera filosofia

A pensarci bene, tutto si riduce a una singola, simbolica parola. Sviluppando il pensiero come fosse una serie di Fourier (citazione necessaria ma non sufficiente), giungo a questa conclusione: una buona percentuale della mia vita e del mio modo di pensare si basa su questa parola. Sia che la si voglia mettere sul piano temporale, sia che la si butti su un livello più dettagliato, sempre là andiamo a finire. Dice: vabbè ma spiega, altrimenti sembri matto. Il matto sei tu (altra citazione necessaria). Mettiamola su un piano temporale: Il mio spermatozoo fenconda il mio ovulo passando per un canale, grazie a mamma e papà. Nasco passando per un canale, il quale si allarga a dismisura per farmi uscire, tra urla e pianti. Vivo per 26 anni su una terra che è una giungla di canali e canaletti.  E poi che faccio? Scelgo una scuola in cui si studiano scienze che si basano su canali. All’università proseguo in maniera approfondita e pedissequa lo studio dei canali. Vado a lavorare in una azienda che ha fatto le sue fortune costruendo aggeggi che lavorano su questi benedetti canali. Frequento corsi di comunicazione dove ti insegnano ad usare bene i canali per farti comprendere o per convincere gli interlocutori. Ti basta o vuoi che vada avanti? Insomma ‘sta parola qualcosa avrà significato nella mia vita. O forse avrà talmente condizionato il mio modo di pensare, che ora sto scrivendo sull’ennesimo canale (Internet) l’ennesimo articolo delirante (questo). O forse no. Siccome la scienza dev’essere esatta, e mischiandola con un genere televisivo – comunicativo (altro canale, l’amata ed odiata TV), scrivo qui l’elenco dei canali che finora ho vissuto. A modo mio.

Canale è quello che hanno usato mamma e papà per crearmi. E anche quello che non hanno usato quella sera per non crearmi (la TV).

Canale è quello che mi ha portato a casa (la via dove abito). Ma anche quello che ha dato il via alla creazione della mia terra (Canale Mussolini o Acque Alte).

Canale è quello, uno dei tanti, in cui sono caduto da piccolo. Ma anche quello , uno dei tanti, che ho saltato da ragazzo.

Canale è quello su cui passa la corrente che illumina le città. Lo stesso che ha dato lavoro alla mia famiglia.

Canale è quello che ho studiato a scuola. Radio o Cavo che sia.

Canale è quello che ascolto tutti i giorni, e quello che ora permette alla TV di funzionare. Lo stesso del punto precedente.

Canale è quello che mi permette di parlare. Ma anche quello che mi permette di scrivere qua.

Canale è ciò su cui lavoro. Ma anche ciò che mi ha portato in giro per lavoro.  Aereo, treno, taxi, cavallo e cammello, si muovono su canali.

Canale è vita. Comunicare è vita.

Corollario: non si può non comunicare.

 

~ di giovychannel su gennaio 14, 2011.

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