Khan El Khalili

Il Suk di Khan El Khalili è il più grande mercato del Cairo. Si trova nel cuore del cairo islamico, la cui piazza principale di accesso è Midan El Hussein. Dalla grande moschea un altissimo minareto si innalza. E’ venerdì e si avvicina l’ora della preghiera. I musulmani si assembrano nei dintorni della moschea e qualcuno, nel mercato, inizia ad aprire i battenti. Odori e colori di un Cairo saldamente dominato dalla civiltà araba. Nei vari caffè, si fa colazione bevendo shai (the) e mangiando varie pietanze, a base di carne. Il tutto accompagnato dal solito pane a forma di focaccia. Per un “occidentale”, mediterraneo o nordico che sia, questi odori e questo spettacolo potrà sembrare a volte nauseante. Ma questo è il Cairo. Un formicaio che non dorme mai. I negozianti riconoscono lontano un miglio il turista di turno, e iniziano incredibilmente a spiccicare parole nella tua lingua. Come fanno? Esperienza, intuito, guardano l’abbigliamento, gli occhi e i capelli. Ti ascoltano parlare.  E al massimo ti scambiano uno spagnolo per un italiano e viceversa. Ti chiamano, offrendoti di tutto. Ti tirano per un braccio, ti fischiano e ti salutano. Il prezzo? Un affarone! Basta dividerlo almeno per cinque e negoziare. Shishaa (per gli amici Narghilè), stoffe, vestiti, scarpe, spezie e profumi. Spesso di dubbia provenienza (Cina?), ma si trova di tutto. Ma è curioso notare come spesso accada in questi luoghi di trovare due parti ben distinte. C’è un Khan El Khalili per gli egiziani e uno per i turisti. A prima vista sembra tutto uguale, ma camminando per gli strettissimi vicoli del mercato (tra un cumulo di immondizia e l’altro), ci si può ritrovare nella parte “egiziana”, dove si vendono spezie, cibo, vestiti a basso prezzo. Qui nessuno ti chiede di entrare, nessuno a primo impatto cerca di “acchiapparti”. Tutto scorre come in un tranquillo mercato di periferia. E i prezzi, probabilmente, sono molto diversi. Il rischio di perdersi è altissimo, ed è molto facile ritrovarsi in un vicolo cieco con il negoziante che ti guarda con un’espressione interrogativa. Questo posto, sicuramente non è per coloro a cui non piace essere toccati. Bisogna farsi largo tra le donne che rovistano nei vestiti, tra i carretti di dimensioni sproporzionate alla strettezza dei vicoli, ai ragazzini che ti corrono dietro con le mani piene di collanine, urlandoti di comprarne qualcuna. E, alla fine, qualche buon affare si può anche concludere. Basta essere furbi. Inizia la preghiera e il moezzin canta a squarciagola, con l’aiuto degli altoparlanti (ah, il progresso…). Il frastuono talvolta è assordante, e si sommano le centinaia di minareti che costellano la città, in una confusione che rispecchia, giocoforza, il caos continuo di questo sterminato angolo di mondo.

~ di giovychannel su ottobre 10, 2009.

2 Risposte to “Khan El Khalili”

  1. [...] Khan El Khalili October 2009 [...]

  2. Nel mercato Khan al – Khalili di parte Egiziana , settore delle spezie , é possibile acquistare del Natron originale ? In caso affermativo a chi mi potrei rivolgere ?

    Ringrazio e distintamente saluto

    Nino Gorni

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