Reportage Egitto

Dieci giorni al Cairo

Pyramids

Pyramids

Al-Qairah, dieci giorni dopo aver toccato il suolo egiziano per la prima volta in vita mia, appare nascosta da una coltre di foschia, polverosa, bianco – grigiastra. L’inquinamento in questa megalopoli non dà tregua, la polvere e il caldo fanno il resto. Gli alti palazzi, alberghi lussuosi da una parte, alveari di egiziani dall’altra, si stagliano nel cielo di un’altra mattinata di passione. Ciò che colpisce subito è, ovviamente, il traffico. La prima domanda che l’ignaro turista o malcapitato lavoratore di altri lidi si pone, è come diavolo facciano a non provocare incidenti catastrofici in ogni metro quadrato di strada. Poi ci fai l’abitudine, ed inizi a comprendere la complicata ragnatela di colpi di clackson, braccia fuori dal finestrino a mo’ di segnalazione, gesti con il capo e urla apparentemente furibonde verso altri automobilisti. E’ questa la legge della strada al Cairo. Decine di vigili per strada sono solo figure goffe e poco credibili, che riescono solo ad esprimere qualche gesto “avanti” o “stop”. Le regole le fanno gli automobilisti. Il pedone è un corpo estraneo, a suo rischio e pericolo attraverserà la strada, evitando di finire sotto qualche fiat Regata camuffata da taxi. E i tassisti? Taxi nero o taxi bianco? Andiamo con ordine. Il tassì è il mezzo più raccomandato in questa città, ma l’ardua scelta è dettata da necessità impellente, opportunità di risparmiare qualche lira egiziana, e infine dall’aspetto inquietanto o meno dell’auto che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portarti a destinazione. Rare mosche biance, per lo più stracolmi, i taxi bianchi. Sarebbero quelli ufficiali, muniti di tassametro, un simpatico scatolotto con un display e la figura di un cavallo che più corre quanto più il taxi va veloce. Il prezzo è leggermente più alto, ma è esente da approssimazioni turistiche, e forse si riesce anche a ottenere una ricevuta (factura, in arabo). Ashra pound, per il resto dei taxi, di colore nero. Ashra in arabo vuol dire dieci, cifra che per le destinazioni più vicine è più che sufficiente. Se riuscite a non far notare che siete turisti, altrimenti vi chiederanno il doppio. Il taxi nero è più simpatico ma anche più a rischio. Il tassista nero (non è razzismo e neanche un film di fantascienza, è solo il colore dell’auto) può farvi le seguenti sorprese: tamponare l’auto di fronte, fumare in auto, non sapere la strada per arrivare al tuo hotel, fermarsi a comprare qualcosa, fermarsi in qualche posto per farti comprare qualcosa da un suo amico, fermarsi a prendere una tanica d’acqua perchè sta fondendo il motore, fermarsi perchè la sua auto sta andando in pezzi, chiedervi più soldi in generale, chiedervi più soldi per riparare la macchina dopo che ha tamponato. La negoziazione preventiva in questi casi è necessaria, per evitare di farla all’arrivo. Ashra pound e va bene.

Il primo weekend se n’è andato tra piramidi. Il giro a cavallo necessita di una buona abilità di negoziazione. La cosa migliore è avere un amico libanese (che parli arabo), in quel caso bastano 120 lire egiziane (una quindicina di euro) per fare tutto il giro, comprensivo di generica spiegazione in inglese.  In alternativa c’è il cammello, per coppiette innamorate, molto romantico ma anche molto più lento. La regola generale è che se vi chiedono 100 rispondete 20 e poi trattate. Se siete bravi ve la caverete con 30.  La maestosità di queste costruzioni millenarie non si coglie finchè non si arriva sotto le prime file di mattoni, passando per un percorso in pieno deserto, tra sabbia e pietre. Cappello e bottiglietta d’acqua obbligatori, passati i blandi controlli di sicurezza, ci vuole una mezzoretta per arrivare sotto le tre principali piramidi (Cheope, Chefren e Micerino). Ce ne sono altre più piccole, ma sono abbastanza danneggiate dal tempo. Il giro poi continua con la Sfinge, della quale l’interno non è visitabile. Venditori ambulanti dappertutto, e ragazzini che propongono alcune foto kitsch con l’enorme statua come sfondo. Al ritorno la vostra “guida” vi chiederà una mancia astronomica. La regola è la stessa, non fatevi problemi.

~ di giovychannel su Giugno 25, 2009.

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