La quiete dopo la tempesta

Dopo quasi un mese e mezzo a respirare sabbia, torno a calpestare la terra dei cachi, e la trovo in bilico tra inverno, primavera ed estate. La vera pioggia è tornata a battere sui tetti, diversa da quella che avevo conosciuto in medio oriente, pregna di sabbia e poco duratura. Il sole vivo si fa largo tra le nubi, e la temperatura è mite. Mentre l’aereo plana sul viterbese e punta verso la pista di Fiumicino, mi commuovo a rivedere la forma dei laghi, le strade, i campi coltivati e infine il mare, uno degli elementi che mi mancava di più nella lunga permanenza all’estero. Torno a respirare aria di casa, e uno dei primi pensieri che mi viene in mente è quanto noi critichiamo la nostra terra, certo carica di problemi e contraddizioni, ma pur sempre la nostra terra. Quando vado via per un po’ di tempo, qualsiasi sia il posto che io abbia visitato, capisco che l’Italia è l’Italia. Non è nazionalismo, è semplicemente un constatare che qui non è tutto da buttare, e che ci rendiamo conto di quello che abbiamo solo quando ci manca. Poi possiamo criticare quanto vogliamo ed è giusto farlo, possiamo dire che siamo la repubblica delle Banane, ed è vero. Possiamo dire che non sfruttiamo il turismo, quando sono migliaia i tedeschi che prendono il volo Francoforte – Roma con in mano le guide per arrivare a San Pietro e al Colosseo. Possiamo dire che abbiamo la mafia e che gli amici stranieri ci prendono in giro quando siamo in gruppo all’estero chiamandoci “Italian Maphia”, e ce la siamo cercata, in qualche modo.  Croce e delizia del Mediterraneo, il nostro paese. Ma come non apprezzare il fatto che puoi trovare pasta Barilla e Grana Padano in tutto il mondo, come non osservare le donne coperte dall’Abaya nero spendere migliaia di Ryal per comprare vestiti di Valentino e ragazzi sbavare sulle Ferrari. Abbiamo tanto e lo sfruttiamo poco. Eppure l’Italia fa gola a tutti, tranne che a noi Italiani. E’ giusto lamentarsi, ma bisogna farlo in maniera costruttiva. C’era un’articolo sulla simpatica Nonciclopedia, riuscita parodia di wikipedia, che parla di qualunquismo, una sorta di lamentarsi a prescindere perchè tutto va male e andrà sempre peggio. Non che queste settimane siano piene di gioie, ma penso sia ora di smetterla di dire “è tutto uno schifo” ma iniziare a distinguere, quasi a fare una classifica delle cose di casa nostra, partendo dallo “schifo profondo” e arrivando alla parte buona. Magari c’è da cercare col lanternino, ma possiamo star tranquilli che c’è, e bisogna rivalutarla. Anche quando il sole è coperto dalle nubi.

~ di giovychannel su Aprile 1, 2009.

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